Ogni aspetto ed ambito della vita dei cittadini del Reich nazista, non importa quanto apparentemente secondari o marginali potessero apparire dovevano essere trasformati e regolati dai principî idelogici, dottrinali e legislativi imposti dalla nuova Weltanschau-
ung razzista. Il mondo della cultura e della arti fu investito immediatamente, e con piena forza dall’impeto della rivoluzione culturale nazista.
(...)
Già del 1933 era diventato chiaro a tutti che la legge sulla riorganiz-
zazione professionale segnavano un momento di trasformazione radicale della condizione degli ebrei all’interno della società, e della cultura tedesca.
Il periodo dell’emancipazione, dell’assimilazione e della simbiosi civile e culturale era giunto al termine, e si stavano mettendo in moto gli ingranaggi della de-emancipazione, della ghettizzazione e della distruzione della koinè culturale tedesca di cui gli ebrei avevano sino ad allora fatto parte integrante e a cui avevano contribuito in modo rilevantissimo.
Al di là dei roghi di libri, e l’attacco contro l’arte degenerata nelle arti visive, il 1933 vide anche il dispiegarsi di una violenta offensiva contro il mondo della musica, dell’opera e del teatro: compositori, direttori d’orchestra, musicisti, musicologi e critici musicali ebrei o politicamente indesiderabili vennero espulsi o licenziati dalle istituzioni presso cui lavoravano.
L’elenco delle vittime illustri di questa prima ondata di purghe è molto lungo: per i direttori d’orchestra si va da Bruno Walter a Otto Klemperer, da Fritz Zweig a Joseph Rosenstock. Per i compositori, l’elenco va Franz Schreker ad Arnold Schönberg. Tra i critici d’arte e musicologi da Alfred Einstein ad Adolf Weissmann.
Entro la fine di quell’anno circa 37.000 ebrei avrebbero lasciato la Germania per espatriare ed emigrare all’estero.
(...) Viktor Klemperer, a ridosso del grande successo propagandistico e politico dei giochi olimpici di Berlino tenutisi durante l’estate del 1936, dette sfogo in data 9 settembre, al suo scoramento, rabbia e disperazione nel suo diario nel modo seguente:
Il regime nazista è più che mai saldo in sella; in questo preciso momento
trionfano a Norimberga [...] e fanno piani per l’eternità. E il mondo intero,
dentro e fuori la Germania tiene la testa bassa. I Jüdischen Kulturbünde (do-
vrebbero essere impiccati) hanno diffuso una dichiarazione secondo cui loro
non hanno niente a che fare con le notizie sensazionalistiche della stampa inter-
nazionale circa la situazione degli ebrei in Germania. Domani certificheranno
che il Der Stürmer pubblica solo la pura e semplice verità – il bolscevismo
infuria in Spagna mentre qui ci sono pace, ordine, giustizia, vera democrazia.

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